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Il trasferimento immobiliare nell’ambito di una separazione giudiziale: soggetto a revocatoria

Nell'ambito delle separazioni giudiziali, i trasferimenti immobiliari tra coniugi non sono immuni dall'applicazione dell'azione revocatoria ordinaria, prevista dall'articolo 2901 del codice civile. La Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 26127 del 7 ottobre 2024, ha ribadito che tali trasferimenti, seppur ratificati da una sentenza passata in giudicato, rimangono atti negoziali soggetti a impugnazione.

L’IPOTECA SU AREA DI SEDIME, ALLA LUCE DELLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE: permanenza nonostante la confisca per violazione dell’ordine di demolizione di un immobile abusivo

Corte Costituzionale sentenza n. 160 del 3/10/2024 (data udienza 6/6/2024) La recente sentenza n. 160 del 2024 della Corte costituzionale ha portato una significativa innovazione nell'ambito del diritto immobiliare, in particolare per quanto riguarda il destino delle ipoteche iscritte su immobili abusivi oggetto di confisca per inottemperanza all'ordine di demolizione. La decisione affronta il complesso intreccio tra la tutela del credito e l'applicazione delle sanzioni per abusi edilizi, stabilendo che l'ipoteca iscritta su un'area di sedime resta valida nonostante la confisca del bene, qualora il creditore ipotecario non sia coinvolto nell'abuso edilizio.

Cartella clinica incompleta e il suo valore probatorio: Un’analisi giuridica

L'importanza della cartella clinica nel contesto della responsabilità medica è stata a lungo oggetto di dibattito nelle aule giudiziarie. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Cass. civ., Sez. III, ord., 17.06.2024, n. 16737), presieduta dal giudice Travaglino e relazionata dal giudice Rubino, offre un chiarimento fondamentale in merito al ruolo e al valore probatorio di una cartella clinica incompleta, specialmente in casi di presunta negligenza medica.

Corrispettivo nell’appalto e prova della regolare esecuzione dell’opera

Il contratto di appalto è un accordo che vincola l'appaltatore a eseguire un'opera o un servizio, ricevendo in cambio un corrispettivo. Tuttavia, il diritto dell'appaltatore a ricevere il pagamento è subordinato alla prova dell'esatto adempimento delle sue obbligazioni, ovvero alla regolare esecuzione dell'opera secondo quanto pattuito. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. civ., Sez. II, Ord., 23/09/2024, n. 25410) ha chiarito ulteriormente le condizioni per il pagamento del corrispettivo nell’ambito di un contratto di appalto.
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