
La crescente esigenza di sicurezza porta sempre più spesso i condomini ad installare telecamere nelle proprie abitazioni o nelle pertinenze di proprietà esclusiva. Tuttavia, quando gli impianti di videosorveglianza si trovano all’interno di un contesto condominiale, il diritto alla sicurezza deve necessariamente conciliarsi con il diritto alla riservatezza degli altri condomini.
Su questo tema è recentemente intervenuta la Corte di Cassazione con l’Ordinanza n. 9570 del 14 aprile 2026, offrendo importanti chiarimenti sui limiti entro i quali un singolo proprietario può utilizzare sistemi di videosorveglianza all’interno del condominio.

Chi commissiona lavori di ristrutturazione, manutenzione o costruzione di un immobile si aspetta naturalmente che l’opera venga realizzata a regola d’arte e nel rispetto degli accordi contrattuali. Tuttavia, non è raro che, una volta terminati i lavori, emergano difetti, anomalie o vere e proprie difformità rispetto a quanto pattuito.

Una recente pronuncia della Corte Costituzionale ha affrontato un tema di particolare interesse per contribuenti, professionisti e operatori della riscossione: il termine di prescrizione applicabile ai crediti tributari erariali.
Con la sentenza n. 85 del 19 maggio 2026, la Consulta ha infatti confermato la legittimità dell’orientamento giurisprudenziale secondo cui i crediti relativi a imposte erariali, quali IRPEF, IVA e IRES, si prescrivono nel termine ordinario di dieci anni previsto dall’art. 2946 del codice civile.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, il legislatore italiano compie un passo decisivo verso una maggiore tutela del consumatore nella transizione ecologica. Il decreto recepisce la Direttiva (UE) 2024/825, nota come Empowering Consumers for the Green Transition Directive, introducendo importanti modifiche al Codice del Consumo.
L’obiettivo è duplice: contrastare il fenomeno del greenwashing e rafforzare gli obblighi informativi a carico delle imprese, soprattutto nei contratti a distanza e fuori dai locali commerciali.
Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 24 marzo 2026, ma troveranno applicazione a partire dal 27 settembre 2026.

La corretta convocazione dell’assemblea condominiale rappresenta uno dei presupposti fondamentali per la validità delle deliberazioni assunte.
Non di rado, tuttavia, sorgono controversie in merito alle modalità di comunicazione dell’avviso, soprattutto nei casi in cui un’unità immobiliare sia in comproprietà tra più soggetti.
Su questo tema è intervenuta la Corte di cassazione, sez. II civile, con la sentenza n. 427 dell’8 gennaio 2026, chiarendo quando l’avviso inviato ad un solo comproprietario possa considerarsi sufficiente e quando, invece, determini l’invalidità della delibera assembleare
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L’adozione in casi particolari rappresenta uno degli istituti più delicati del diritto di famiglia, poiché si colloca al confine tra tutela dei legami familiari originari e protezione dell’identità personale del minore.
Una delle questioni più discusse riguarda l’attribuzione del cognome dell’adottato.
Su questo tema è intervenuta in modo decisivo la Corte costituzionale, con la sentenza n. 210 del 2025, che ha dichiarato parzialmente illegittima la disciplina vigente, riconoscendo al giudice il potere di disporre, in determinate condizioni, la sostituzione integrale del cognome del minore con quello dell’adottante, se ciò risponde al suo interesse superiore

Quando l’uso della cosa comune diventa illecito
Nel contesto condominiale, una delle questioni più frequenti riguarda l’uso delle parti comuni da parte dei singoli condomini. In particolare, ci si chiede se sia legittimo trasformare spazi come androne o vano scala in aree funzionali a un’attività commerciale, ad esempio di ristorazione.

Con l’ordinanza Cass. civ., Sez. III, 16 gennaio 2026, n. 924, la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi su un tema di grande rilievo pratico: il risarcimento del danno da occupazione senza titolo di un bene immobile.
La decisione ribadisce un principio ormai consolidato nella giurisprudenza di legittimità: il danno da occupazione sine titulo non è automatico, né può ritenersi sussistente in re ipsa, ma deve essere specificamente allegato e provato dal proprietario.

Una recente decisione del Tribunale di Roma (Decreto 9 ottobre 2025, n. 13579) introduce una significativa innovazione nel campo dell’affido condiviso e della gestione della casa familiare. Il giudice, applicando le norme del nuovo rito di famiglia introdotto dalla riforma Cartabia (art. 473-bis.22 c.p.c.), ha disposto che il figlio minore, di soli quattro anni, resti stabilmente nella casa coniugale, mentre i genitori si alternino settimanalmente nell’abitazione.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione (Sez. III, n. 25122 del 12 settembre 2025) ha affrontato un tema di grande rilievo pratico: la responsabilità civile derivante da un furto in abitazione agevolato dai ponteggi installati per lavori condominiali.