
L’introduzione, con il D.P.R. 13 gennaio 2025, n. 12 – pubblicato il 18 febbraio 2025 – della Tabella Unica Nazionale per la liquidazione del danno biologico e morale rappresenta una svolta normativa di notevole portata. Tale strumento, volto a uniformare e razionalizzare il risarcimento dei danni derivanti da sinistri stradali (e, per estensione, da altre fattispecie quali la colpa medica), ha suscitato un acceso dibattito tra giuristi, accademici e operatori del diritto. Di seguito si propone un’analisi complessa e articolata degli aspetti più rilevanti, con particolare attenzione ai meccanismi di calcolo, alla conformità con la delega normativa e alle implicazioni interpretative e giurisprudenziali.

Il 14 dicembre 2024 è entrata in vigore la Legge n. 177/2024, che introduce importanti modifiche al Codice della Strada per chi si sposta in bicicletta e monopattino. Queste nuove disposizioni mirano a migliorare la sicurezza stradale, ma impongono anche restrizioni che potrebbero penalizzare gli utenti di questi mezzi.

Recentemente, il Consiglio di Stato si è espresso su un tema cruciale riguardante il rinnovo del permesso di soggiorno, evidenziando come il rigetto senza preavviso costituisca una violazione del diritto del cittadino straniero a sanare eventuali irregolarità. Questa pronuncia, sezione III, sentenza n. 333 del 16 gennaio 2025, sottolinea l'importanza dei principi di buona fede e correttezza nell'operato della Pubblica Amministrazione.

Nel contesto del contenzioso tributario, l’invito dell’Amministrazione finanziaria a fornire dati e documenti rappresenta uno strumento cruciale per il rispetto dei principi di correttezza, collaborazione e trasparenza. Questo invito, regolato dall’articolo 32, quarto comma, del d.P.R. n. 600/1973, mira a instaurare un dialogo preventivo tra contribuente e Fisco, evitando il ricorso al contenzioso giudiziario. Tuttavia, la mancata risposta a tale richiesta comporta severe conseguenze, come l’inutilizzabilità dei documenti non forniti tempestivamente.

L’avvento delle tecnologie digitali sta trasformando radicalmente il sistema giudiziario italiano, con l'obiettivo di migliorarne l'efficienza e garantire una maggiore trasparenza. Una recente circolare del Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica della Giustizia, diretta al Consiglio Nazionale Forense, ha presentato importanti aggiornamenti relativi alla gestione delle notifiche non perfezionate attraverso il Portale PST (Portale dei Servizi Telematici).

Il rapporto tra banca e cliente correntista è regolato da obblighi contrattuali e normativi, finalizzati a garantire la tutela degli interessi del cliente. In questo contesto, la giurisprudenza ha più volte ribadito il principio secondo cui la banca non ha un dovere generale di monitoraggio delle operazioni disposte dal cliente. Tuttavia, in presenza di operazioni “ictu oculi” anomale, la banca è tenuta a rifiutare l’esecuzione o, quantomeno, a informare il cliente, in virtù del dovere di protezione derivante dai principi di buona fede e correttezza contrattuale.

In un’importante decisione del 25 ottobre 2024 (Ordinanza n. 27688), la sezione tributaria della Corte di Cassazione ha esaminato la validità degli atti tributari firmati da funzionari, capi di ufficio o delegati, che hanno ottenuto la qualifica dirigenziale in modo illegittimo. La questione nasce dalla sentenza n. 37/2015 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittime alcune modalità di attribuzione di cariche dirigenziali.
Secondo l'art. 42, comma 1, del d.P.R. n. 600/1973, gli avvisi di accertamento devono essere firmati dal capo dell'ufficio o da un impiegato della carriera direttiva delegato, senza necessità che essi abbiano qualifica dirigenziale. Di conseguenza, la norma consente che i soggetti in questione possano legittimamente firmare tali atti, purché siano investiti del ruolo direttivo appropriato, indipendentemente dalla loro qualifica dirigenziale.

Con la sentenza n. 38881 del 25 settembre 2024, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto centrale nel reato di violenza sessuale, regolato dall’articolo 609-bis del Codice Penale. Secondo la Corte, il tempo del contatto fisico tra l’aggressore e la vittima non è rilevante per la sussistenza del reato di violenza sessuale; ciò che conta è piuttosto la natura stessa del gesto e il rispetto della libertà sessuale dell’individuo.

L’articolo analizza la possibilità per l’Agenzia delle Entrate Riscossione (ADER) di avvalersi di avvocati esterni, evidenziando la necessità di una specifica deliberazione dell'ente come condizione imprescindibile per poter conferire loro mandato di difesa. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 27639/2024, stabilisce che in assenza di tale deliberazione, il mandato è nullo, poiché la rappresentanza legale dell'ADER spetta primariamente all’Avvocatura dello Stato, salvo esplicita deroga motivata.

L'articolo che intendo redigere riguarda il ruolo del curatore di eredità giacente rispetto al pagamento dell'imposta di successione, un tema complesso che coinvolge questioni giuridiche e fiscali importanti. Si basa sulle disposizioni del D.Lgs. n. 346 del 1990 e recenti sviluppi giurisprudenziali, tra cui la sentenza della Cassazione civile, Sez. Trib., ordinanza 18 ottobre 2024, n. 27081.
Il curatore dell'eredità giacente è una figura nominata dal giudice nei casi in cui vi sia una successione non ancora accettata o con eredi incerti, con l'obiettivo di amministrare temporaneamente i beni del defunto. La sua nomina è regolata dall'art. 530 del codice civile, che prevede l'inventario e la gestione del patrimonio, con il compito di evitare il deterioramento o la dispersione dei beni.